Blues and tales

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venerdì, 06 novembre 2009

Da Blues and tales: Time machine

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Ri-vedere le cose dopo che il tempo le ha rese immobili può cambiare la percezione che ne abbiamo. Forse. L’idea della morte come “arbitro gentile” è una visione che appartiene alle profondità dello spirito, ma soprattutto a Shakespeare.
"Staring eyes" è riferito a Kurt Cobain. Vedere qualche immagine dei concerti tenuti in camice bianco.

(Photo: "Drummer after a summertime recording session")
 

TIME MACHINE
If I had a time machine
I’d probably travel back
I’d like to know if it's true
That life has always been so dull
Like a river flowing still
To a misunderstood end
Or if there was an aim
Explaining what we used to do

If I had a time machine
I'd return to a winter day
When my guitar couldn't play
Because cold slashed the notes
I would understand at once
It needed to be lying down
Close by my lover
Close by my lover

Is death a kind referee
Or the mother of despair?
The devil never sank so low
Or maybe the worst has still to come?
Is music food for love
And love is food for fools?
The devil never sank so low
Or maybe the worst has still to come?

If I had a time machine
I’d go back to that damned night
I’d climb on the stage
And look into those staring eyes
I would say: stop playing
Your guitar is out of tune
Could be an angry old god
To curse your little short life

If I had a time machine
I’d discover a hundred lands
I’d watch the body maps
And the textures of the souls
I’m sure I wouldn’t sleep
We are illness of ourselves
And you might be a dancer
But no more a lover


Se avessi una macchina del tempo
Probabilmente viaggerei a ritroso
Vorrei sapere se è vero
Che la vita è sempre stata così opaca
Come un fiume che scorre immobile
Verso un fine incompreso
O se c'era uno scopo
Che spiegava quel che facevamo

Se avessi una macchina del tempo
Tornerei a un giorno d'inverno
Quando la mia chitarra non poteva suonare
Perché il freddo sfregiava le note
E capirei all'istante
Che aveva bisogno di sdraiarsi
Vicino al mio amore
Vicino al mio amore

La morte è un arbitro gentile
O la madre della disperazione?
Il diavolo non è mai caduto così in basso
O il peggio deve ancora arrivare?
La musica è cibo per l'amore
E l'amore è cibo per gli sciocchi?
Il diavolo non è mai caduto così in basso
O il peggio deve ancora arrivare?

Se avessi una macchina del tempo
Tornerei a quella dannata notte
M'arrampicherei sul palco
E guarderei quegli occhi sbarrati
Direi: smettila di suonare
La tua chitarra è scordata
Potrebbe esserci un vecchio dio arrabbiato
A maledire la tua piccola breve vita

Se avessi una macchina del tempo
Scoprirei centinaia di terre
Osserverei le mappe dei corpi
Le tessiture delle anime
Sono certo che non dormirei
Perché siamo la malattia di noi stessi
E tu potrai essere una ballerina
Ma mai più un amante


 
postato da: Steinberger alle ore 17:35 | link | commenti
categorie: testi, blues and tales
giovedì, 03 settembre 2009

Da Blues and tales: A terrible beauty

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Anni fa mi capitò, un pomeriggio, di alzare improvvisamente gli occhi in direzione di una ragazza: vicina ad una finestra, la luce le colpiva obliquamente il viso creando ombre profonde e marcate. Per una frazione di secondo provai una sorta di timore e mi resi conto che la bellezza, ogni bellezza, può mutare in pericolo e diventare minaccia.
(Qui canta Antonio Salvino e Marco Montanari suona la chitarra solista)


A TERRIBLE BEAUTY

Fury, syllable, spark
Silver beating in dark
Bullet track and minute hand
Do what you want, do what you want

Martyrdom is to know
All your body movements
And to take delight from it
Only as a memory

Planet, armour, skin
Keratin, telescope lens
Power, dagger and youth
Do what you want

A terrible face coming forward
Fixing her eyes into mine
A terrible beauty get closer
I feel like my soul gonna fly
I feel like my soul gonna fly

Brightness, speed and heat
Doll flesh, paper and steel
Strangeness, child, big eyes
Do what you want, do what you want

Lack of love is apathy
Lack of time is frenzy
She gives and takes my life-blood
I am a dazed clock

Waiting, caress and moan
Jewel, cruelty, horn
Love and blood and faith
Do what you want

A terrible face coming forward
Fixing her eyes into mine
A terrible beauty get closer
I feel like my life gonna fly
I feel like my life gonna fly


Furia, sillaba, scintilla
Argento che pulsa nel buio
Scia di proiettile e lancetta dei minuti
Fai ciò che vuoi

Martirio è conoscere
Tutti i movimenti del tuo corpo
E poterne godere
Solo come un ricordo

Pianeta, armatura, pelle
Cheratina, lente di telescopio
Potere, pugnale e giovinezza
Fai ciò che vuoi

Un viso terribile s’avanza
Fissando i suoi occhi nei miei
Una bellezza terribile s’avvicina
Ed è come se la mia anima volasse via

Splendore, velocità e calore
Carne di bambola, carta e acciaio
Stranezza, bambina, occhi grandi
Fai ciò che vuoi

La mancanza d’amore è apatia
La mancanza di tempo è frenesia
Lei regala e toglie quel che mi dà vita
Io sono un orologio sballato

Attesa, carezza e lamento
Gioiello, crudeltà, corno
Amore e sangue e fede
Fai ciò che vuoi

Un viso terribile s’avanza
Fissando i suoi occhi nei miei
Una bellezza terribile s’avvicina
Ed è come se la mia vita volasse via

postato da: Steinberger alle ore 11:49 | link | commenti
categorie: testi, blues and tales
lunedì, 17 agosto 2009

Da Blues and tales: Milk Hill

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Nell’agosto del 2001 apparve a Milk Hill, nel Wiltshire, il più grande crop circle mai tracciato fino a quel momento. Sei bracci spiraleggianti, 409 cerchi, più di 300 metri di diametro.
http://www.lucypringle.co.uk/photos/2001/uk2001df.shtml

MILK HILL
She walked as slowly as possible
Brand new flat shoes were heavy stones
The hill looked like a glacier
And air was gentle like a whip
Nevertheless sun was shining high
Nevertheless was lightening
Four hundred and nine God’ eyes

He stood as still as possible
Among the circles carved in grass
The silent rings were staring him
Reminding all the smiles and sins
Time was dragging on the ridge
Lingering to think about
Four hundred and nine God’ names

Green gave shelter to her sweat pearls
While she thrust back a taste of tears
The sheer privilege to decide
Don’t spare from grief of making it
From words to consequence a waste plain
And just a step between truth and pain
To four hundred and nine God’ eyes

Answer precede the question
Stillness replace the movement
Science take place of magic
And nothing will have anymore the same name

Deceiver is the twilight eye
Drive the prisoner to love the ropes
Drive the darkness to hide the stares
To murder will, to smother flames
And both bodies in the evening still
Seemed to be sleeping on Milk Hill

Then time glided from hillside
Along the edges of the day
And slowly someone in the velvet light
Turned the face to the other side
Tomorrow cities would have risen
Iron buildings, black and white
Erasing all God’ names

Future come back to start
And desire become regret
In the downfall of the day
Nothing will have anymore the same name


Lei camminava più lentamente possibile
Le basse scarpe nuove come pietre pesanti
La collina assomigliava ad un ghiacciaio
E l’aria era gentile come una frusta
Eppure il sole splendeva alto
Eppure illuminava
Quattrocentonove occhi di Dio

Lui restava il più fermo possibile
In mezzo ai cerchi incisi nell’erba
Gli anelli silenziosi lo fissavano
Ricordandogli tutti i sorrisi ed i peccati
Il tempo si trascinava sul crinale
Attardandosi a pensare
Ai quattrocentonove nomi di Dio

Il verde dava riparo alle sue perle di sudore
Mentre lei ricacciava indietro un sapore di lacrime
Il puro privilegio di decidere
Non risparmia dalla pena di farlo
Dalle parole alla conseguenza una pianura desolata
E solo un passo tra la verità e il dolore
Fino ai quattrocentonove occhi di Dio

La risposta precede la domanda
La quiete rimpiazza il movimento
La scienza prende il posto della magia
E niente avrà più lo stesso nome

Ingannatore è l’occhio del crepuscolo
Porta il prigioniero ad amare la corda
Porta il buio a nascondere gli sguardi
Ad assassinare la volontà, a soffocare le fiamme
Ed entrambi i corpi nella quiete della sera
Sembravano dormire, su Milk Hill

Poi il tempo è scivolato dal fianco della collina
Lungo i bordi del giorno
E lentamente qualcuno nella luce di velluto
Ha girato il viso dall’altra parte
L’indomani sarebbero sorte città
Palazzi di ferro, bianchi e neri
A cancellare tutti i nomi di Dio

Il futuro ritorna all’inizio
E il desiderio diventa rimpianto
Nel rovinio del giorno
Niente avrà più lo stesso nome
postato da: Steinberger alle ore 19:02 | link | commenti (4)
categorie: testi, blues and tales
mercoledì, 12 agosto 2009

La doppia necessità

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Ho ascoltato dal vivo i Van Der Graaf Generator, vecchi eroi del prog (che termine insulso! Mi ha sempre fatto girare i cosiddetti), e li ho trovati in una forma eccellente.
Dieci giorni prima avevo assistito a quel gigantesco rito collettivo che è ogni concerto di Bruce Springsteen, esperienza di strabiliante fisicità.
Se il rock non fosse così onnivoro, se non fosse un così sterminato mercato delle pulci dove ogni merce è destinata prima o poi a passare, la sua esistenza sarebbe cessata da tempo. Il suo parassitismo sincretico è ciò che lo tiene in vita: nessun “organismo” musicale ha divorato così tanti suoi simili rendendo poi un egual numero di nuove creaturine, di piccoli ibridi, cuccioli rumorosi e vivaci. Il mondo della musica è trasversalmente zeppo di specialisti e appassionati, ma al rock’n’roll è necessaria un’esistenza confusa ed errabonda, priva di coerenza e ricca di schizofrenia geografica. La presenza di Hammill e del Boss nello stesso gigantesco contenitore, quello della moderna musica popolare, è il segno di una vitalità che in questa fase storica appartiene a poche altre culture musicali; non alla musica nera, persa in un mare di insopportabili lustrini nella sua anima più commerciale e troppo “accademizzata” per quanto riguarda il jazz, non certo alla musica “colta”, non alla musica cosiddetta leggera, ormai destinata ad un pubblico anagraficamente e culturalmente collocabile negli asili nido, non alla iper-sopravvalutata world music (qualche mese fa ho acquistato un cd di musiche derviscie eseguite con strumenti elettronici: uno schifo totale).
Cuore e cervello. Muscoli e intelligenza. Il bacino di Elvis e gli occhialini di Fripp. E beato chi è capace di godere di entrambi.

VDGG e Springsteen hanno dato molto, per molti e differenti motivi. Il Boss si tira dietro una band con un impatto straordinario, con pochi eguali per potenza e precisione. Una decina di bounty killer del ritmo, senza nessuna difficoltà a mettere in movimento e a far cantare decine di migliaia di persone. Uno stadio intero che canta a squarciagola Born to run svela la natura di rito liberatorio di un concerto della E street band: alla fine (e questa è una delle cose che rende quasi unica la sua intera parabola musicale), ciò che di più importante offre Springsteen è l’invito, la possibilità dell’abbandono. Perché Bruce è come il rock’n’roll dovrebbe essere, o almeno come la storia e l’iconografia lo descrivono nelle sue radici più profonde.
Peter Hammill, Guy Evans e Hugh Banton hanno regalato due ore strepitose. Le aspirazioni “intellettuali” della loro musica non intaccano minimamente l’energia dell’esibizione. I brani sono lunghi e non facili, come nella tradizione di questi signori dai capelli bianchi: cambi di tempo, poliritmie, armonie complesse, tutto eseguito alla perfezione. Gran musicisti, davvero; non regalano un’idea di identificazione, ma offrono un’occasione di autentico stupore.
postato da: Steinberger alle ore 14:39 | link | commenti (8)
categorie: pifferaio
sabato, 01 agosto 2009

Da Blues and tales: You are so fine

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“Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro era rimasta solo la bellezza e tu te la sei portata dietro come un sorriso obbediente”.
P. P. Pasolini, Poesia a M. Monroe

YOU ARE SO FINE

You’re so fine that my eyes sometimes
Refused to see you
And my teeth bit the air
For you’re so fine
Dogs yelping for they can’t smell
Smell your ankles
I saw the blackbird teasing them
But secretly crying
Secretly crying, secretly crying

There was a fish that didn’t want to swim
For you’re so fine
There was a wine, red vintage wine
Turned into poison
I realize it sounds very strange
But hardest marble
Breaking by itself like thin ice
For you’re so fine
You’re beautiful, you’re so fine

Every clock stops working
Every day, dead on time
Stones in the garden gonna form
Drawing like a snake
Waters silky voice says to the hills
We’ll kill you one of these days
Everything happens ‘cause you disappeared
Your beauty and you
You, so silent, you, so fine

Where, where
Don’t know where you are
Rain and clouds in mid air hesitate
Without knowing what to do
Maybe I wouldn’t be too amazed
Seeing flowers swallow bees
Half a million people start to cry
While the piano keep on playing
Everything happens for you’re so fine
And nobody, nowhere
Knows your will, or what to feel

The part of you that fed the world
Your tender beauty, oh Lord
The love you used to rule the world
Your gentle beauty, oh Lord
But dogs whisper “Lord
Now probably’s got lost”

Where, where
Don’t know where you are

There was a question didn’t want to be asked
There was a path didn’t want to be walked
There was an apple didn’t want to be peeled
There was a girl didn’t want to be loved
There was a fire didn't want to warm
There was a child didn't want to be called
There was a girl didn’t want to be loved
There was a girl didn’t want to be loved


Sei così bella che i miei occhi a volte
Si rifiutavano di vederti
E i miei denti mordevano l’aria
Perchè sei così bella
I cani guaiscono perché non possono annusare
Le tue caviglie
Ho visto il merlo ridere di loro
Ma piangere di nascosto
Piangere di nascosto, piangere di nascosto

C’era un pesce che non voleva nuotare
Perché sei così bella
C’era un vino, un rosso vino d’annata
Trasformato in veleno
Mi rendo conto che suona molto strano
Ma il più duro granito
Si spacca da solo come ghiaccio sottile
Perché sei così bella
Sei bellissima, sei così bella

Ogni orologio smette di funzionare
Ogni giorno, in perfetto orario
Le pietre in giardino formano un disegno
Come un serpente
La melliflua voce delle acque dice alle colline
Vi uccideremo, uno di questi giorni
Ogni cosa succede perché sei scomparsa
Tu e la tua bellezza
Tu così silenziosa, tu così bella

Dove
Non so dove sei

Pioggia e nuvole esitano a mezz’aria
Senza sapere cosa fare
E forse non sarei troppo stupito
Vedendo fiori ingoiare api
Mezzo milione di persone comincia a piangere
Mentre il piano continua a suonare
Ogni cosa succede perché sei così bella
E nessuno in nessun posto
Conosce la tua volontà o sa cosa provare

La parte di te che nutriva il mondo
La tua morbida bellezza, oh Signore
L’amore che usavi per reggere il mondo
La tua gentile bellezza, oh Signore
Ma i cani sussurrano “il Signore
Probabilmente s’è smarrito”

Dove
Non so dove sei

C’era una domanda che non voleva essere fatta
C’era un sentiero che non voleva essere percorso
C’era una mela che non voleva essere sbucciata
C’era una ragazza che non voleva essere amata
C'era un fuoco che non voleva scaldare
C'era una bambina che non voleva essere chiamata
C’era una ragazza che non voleva essere amata
C’era una ragazza che non voleva essere amata
postato da: Steinberger alle ore 11:25 | link | commenti (7)
categorie: testi, blues and tales
mercoledì, 22 luglio 2009

Da Blues and tales: Fishes in love blues

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Horror vacui. La natura teme gli spazi vuoti?

FISHES IN LOVE BLUES

We need to believe
With every cell, with every thought
Something, anything
The most foolish thing
Sometime it saves your life
Sometime it’s like kissing the devil’s butt
And if fishes fell in love and the kitty could fly
Maybe he could say “be mine, still be mine”

I knew a man with shining eyes
I knew a girl with secrets to light
She told the truth but it lasted just for one day
His love was a prayer
He drank her words while ate her lips
She said love love love you’ve come to quench my thirst
But words vanishes and time cut you dead
May’ sweet breath turn November’ biting wind

Tuesday afternoon, sky got the nerve to be blue
Steps were goin’ away, and there was nothing to do
Lover entreaty, does it matter?
A river left by the water,
He slowly died under a cruel sun
Thinking of God cold for his pain
Her glance, her warmth didn’t lie
But she told truth that lasted just for one day

I know a shadow eaten up with its loss
And I know a girl bearing a cross
Now she realize love’s more than a thrill
But she always needed to believe
The restless words from the heart
And now she’s crying for who’s falling apart
Hell and heaven in the same year
Regret and love in the same tear


Abbiamo bisogno di credere
Con ogni cellula, ogni pensiero
Qualcosa, qualunque cosa
Anche la più sciocca
Qualche volta salva la vita
Qualche volta è come baciare il culo del demonio
E se i pesci s’innamorassero e la gatta potesse volare
Forse potrebbe dire “sii mia, sii ancora mia”

Conoscevo un uomo con occhi brillanti
Conoscevo una ragazza con segreti da illuminare
Lei diceva la verità ma la sua verità durava un giorno
Lui l’amava come pregando
Beveva le sue parole mangiando le sue labbra
E lei diceva “amore, sei qui per placare la mia sete”
Ma le parole svaniscono e il tempo t’ignora
Il dolce alito di maggio diventa il tagliente vento di novembre

Martedì pomeriggio, il cielo aveva il coraggio d’essere blu
Passi che s’allontanavano, niente da fare
La supplica d’un amante, ha importanza?
Lui, un fiume abbandonato dall’acqua,
Moriva lentamente sotto un sole crudele
Pensando Dio indifferente al suo dolore
Il suo sguardo ed il suo calore non avevano mentito
Ma lei diceva verità che duravano solo un giorno

Conosco un’ombra divorata dalla sua perdita
Conosco una ragazza che sopporta una croce
Solo ora capisce che l’amore è più di un brivido
Ma aveva sempre bisogno di credere
Alle inquiete parole del cuore
E adesso piange per chi è caduto
Inferno e paradiso nello stesso anno
Rimpianto e amore nella stessa lacrima
postato da: Steinberger alle ore 20:30 | link | commenti (2)
categorie: testi, blues and tales
lunedì, 13 luglio 2009

Mille lire al mese

coinsL'avevo detto. Lo dico ancora.
Vinco la mia naturale ritrosia per la pubblicità e vi rammento che IBS ha ri-messo in offerta un sacco di titoli. In particolare si possono trovare molti cd della Blue Note, della Verve, della Concord, etichette che sono protagoniste assolute della storia del jazz; nel caso della prima, poi, fecero scuola anche la veste grafica ed il design, di notevole eleganza e modernità, ancor oggi imitatissimi nel campo della musica e non solo.
I prezzi stanno tra i 5,90 ed i 9,90 eurini. Il sito in teoria offre circa duemila titoli di jazz (più altri 900 a partire da 10,90 euro) tra originali, riedizioni, antologie. Di tutto un po', insomma, anche se la logica del "cesto da autogrill" fa danni: d'altra parte, in rete questa è troppo spesso la regola...
Per esempio, sarebbe stato apprezzabile qualche sforzo in più riguardo a dischi e musicisti meno mainstream, meno tradizionalisti. L'attenzione verso, non dico il free jazz o il campo della sperimentazione (non esageriamo, per carità: siamo negli anni di x-factor, dopo tutto…), ma almeno quei nomi che hanno frequentato territori musicali più scabrosi, è limitata ad alcuni artisti della Blue Note. Bisogna però ammettere che in un caso come questo, per quanto riguarda le offerte, il dettagliante, l’anello finale, non può tutto; in sostanza, se anche IBS volesse vendere a prezzo speciale opere di improvvisatori radicali dovrebbe prima fare i conti con l’etichetta, con i distributori (quando ci sono), magari con gli stessi musicisti: troppo sforzo, per quattro soldi.
Un’altra questione, annosa, che nasce dal “cesto da autogrill”, è la confusione e la mancanza di informazioni. Esempio.
Art Tatum ha una discografia ricchissima. I suoi dischi sono editi tra gli altri da Concord, che ha due grandi filoni nelle incisioni del pianista: i soli, Tatum Solo Masterpieces, e i piccoli gruppi, Tatum Group Masterpieces.
Ora, se è chiaro che la formazione nei Solo è: Art Tatum, piano, per i Group M. volendo fare un acquisto a distanza sarebbe carino sapere con chi suona nel vol. 1, e poi nel 2 e via dicendo.
Non che ti sbagli, eh? Quei capolavori sono suonati in compagnia di Roy Elridge o Ben Webster, per dirne due, ma insomma: IBS pubblica un quadratino grigio con la scritta a fianco, ed il prezzo. Nient’altro. Un po’ poco, anche se si tratta di un genio.
Ci vuole molta, molta pazienza, con questi venditori ambulanti del web…
Comunque date un’occhiata. Vale la pena.
(Poi c’è anche la sezione “misteri”. Non so, ad esempio, perché a qualcuno è venuto in mente di infilare Tom Waits ed i Neville brothers nel catalogo delle offerte “Folk e Country”? Un burlone? Un distratto? Un esperto di melanzane?)
postato da: Steinberger alle ore 10:52 | link | commenti (5)
categorie: servizio, pifferaio
giovedì, 09 luglio 2009

ADERIRE!

61d725ade70e4a320086f56a32e69485_smallMartedì 14 per protesta ci silenziamo.
Al Tappone e Al Fano, andate a casa.

A CASA!
postato da: Steinberger alle ore 10:50 | link | commenti (5)
categorie: servizio
martedì, 07 luglio 2009

Da Blues and tales: The day

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This is the way the world ends / Not with a bang but a whimper
E’ così che il mondo finisce / Non con uno schianto ma con un lamento
T. S. Eliot – The hollow men

THE DAY

The day she’ll leave me, I’ll turn on all lights
The day she’ll leave me, there will be no fight
We’ll never know the things to come
We’ll just stare at the damage done
Maybe we are only our own past
And we’re not our own wishes, at last

The day she’ll leave me, I’ll wear my new blue shirt
The day she’ll leave me, I’ll toast to her black skirt
‘Cause we made love so many times
And every time gave birth to a rhyme
I see the future brightness of our lives
Think I’ll go to sharpen my best knife

The day she’ll leave me, south will leave the north
The day she’ll leave me, we’ll know when it is worth
Build a home and paying taxes
Or lead the way handling an axe
Welcome to my belly, you black hounds
Know you look for food, all around

The day she’ll leave me, I’ll vanish without trace
The day she’ll leave me, the world will forget my face
‘Cause she gave love me in many ways
And every time handed me the keys
Whole was more than the sum of its parts
And we’ve lightened every day
We’ve lightened all black days
We’ve lightened every day
We’ve lightened all black days
We’ve lightened every day
We’ve lightened all black days

Il giorno in cui mi lascerà, accenderò tutte le luci
Il giorno in cui mi lascerà, non ci sarà lotta
Non conosceremo mai le cose che verranno
Guarderemo soltanto il danno fatto
Forse siamo solo il nostro passato
E non siamo i nostri desideri, infine

Il giorno in cui mi lascerà, indosserò la mia nuova maglietta blu
Il giorno in cui mi lascerà, brinderò alla sua gonna nera
Perché abbiamo fatto l’amore tante volte
Ed ogni volta partoriva una poesia
Vedo il luccichio futuro delle nostre vite
Penso che andrò ad affilare il mio miglior coltello

Il giorno in cui mi lascerà, il sud lascerà il nord
Il giorno in cui mi lascerà, sapremo quando vale la pena
Costruire una casa e pagare le tasse
O aprirsi la strada maneggiando un’ascia
Benvenuti nel mio ventre, voi neri segugi
So che cercate cibo tutt’intorno

Il giorno in cui mi lascerà, svanirò senza lasciar traccia
Il giorno in cui mi lascerà, il mondo scorderà il mio viso
Perché mi ha regalato amore in molti modi
Ed ogni volta me ne dava le chiavi
L’intero era più della somma delle parti
Ed abbiamo illuminato ogni giornata
Abbiamo illuminato tutti i giorni neri
postato da: Steinberger alle ore 10:38 | link | commenti (4)
categorie: testi, blues and tales
sabato, 04 luglio 2009

Da Blues and tales: Mud in your eyes

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Ne “La pelle” di Malaparte ho trovato questa espressione inglese che è una forma di augurio, usata anche nei brindisi. Pare che l’origine sia da far risalire alla prima guerra mondiale, quando dopo un esplosione spesso i soldati nelle trincee si ritrovavano ricoperti di terra e fango, e la gioia di averla scampata li faceva esclamare come una formula scaramantica “Here’s mud in your eye!" (La voce solista qui è di Antonio Salvino, amico e rocker)

MUD IN YOUR EYES

We live oh Jesus, such fast lives
Mud in your eyes.
What we care is on a parallel line.
Mud in your eyes.
My old pictures, seems not so fine.
Mud in your eyes.
And what does it matter if the moon drowns or shines.
Mud in your eyes.

Take a look what my hands bring out
From pockets full of everything you need
A knife a ball a string a bar
A book a fish a peach a drink
But I have no time. Have you time?
But I have no time. Love me, love me.

“Stand in the darkness and maybe I'm wrong
Killing your love song.
But kiss me now, you'll be away for long
Killing your love song.
I feel the pain, your glance is so strong
Killing your love song.
Please look away, baby please don't go on
Killing your love song.”

“Take a look what my hands have lost
I've neither kept the licks of the dog
I'm in a place between the road and seat
I'm in a mood between the love and zed
And I hate the time. Have you time?
And I hate the time. Leave me, leave me.”

You're not the only one
Raving in dream
We're not the only ones
Raving in dream
I'll light the fire,
Put your jacket down
And I will warm your breast,
Lay your body down

I don't like it, when I don't understand
Mud where you stand
Don't bear your face twisted in pain
Mud where you play
I know the place where we’ll meet
Mud where you eat
I’ll feel your breath while you are asleep

 

Gesù, viviamo vite così veloci
Ciò che ci preme è su una linea parallela
Le mie vecchie foto non sembrano così belle
E cosa importa se la luna affoga o splende
(Fango nei tuoi occhi)

Dai un'occhiata a cosa traggono le mie mani
Da tasche piene di ciò di cui hai bisogno
Un coltello una palla una corda una sbarra
Un libro un pesce una pesca una bevuta
Ma non ho tempo. Tu hai tempo?
Amami, amami

Sto al buio e forse mi sbaglio
Ma baciami subito, starai lontano a lungo
Sento dolore, il tuo sguardo è forte
Non guardarmi, per favore non farlo
(Uccido la tua canzone d'amore)

Dai un'occhiata a cos'hanno perso le mie mani
Non ho tenuto nemmeno le leccate del cane
Sono in un posto tra la strada e la sedia
Un sentimento tra l'amore e la zeta
E odio il tempo. Tu hai tempo?
Lasciami, lasciami

Non sei l'unica che delira nei sogni
Non siamo gli unici che delirano nei sogni
Accenderò il fuoco, togliti la giacca
E scalderò il tuo petto, sdraiati

Non mi piace quando non capisco
(Fango dove stai)
Non sopporto vedere il tuo viso contorto dal dolore
(Fango dove giochi)
Conosco il posto dove c’incontreremo
(Fango dove mangi)
Sentirò il tuo respiro mentre sei addormentata
(Fango dove dormi)

postato da: Steinberger alle ore 18:27 | link | commenti (18)
categorie: testi, blues and tales